PATAPHYSIQUE:

CULTURA INTELLETTUALI

sabato , 21 aprile 2001

 

PATAFISICA.
L' importanza di non prendersi sul serio


Dario Fo, Umberto Eco ed Edoardo Sanguineti tra gli invitati italiani. C'erano anche Camilo José Cela e Jean Baudrillard

RITI Un gruppo di intellettuali europei si è ritrovato ieri sera nella casa parigina di Fernando Arrabal per ricordare «la scienza delle soluzioni immaginarie» PATAFISICA L' importanza di non prendersi sul serio di ENRICO BAJ Ci troviamo in un appart amento molto discreto al 22 di Rue Jouffroy d' Abbans a Parigi. È un appartamento pieno di oggetti, autografi e quadri preziosi, legati a quella cultura spagnola che spesso si è trasferita in riva alla Senna, da Picasso a Dalì, da Buñuel a Chillida, a Arrabal. Siamo a casa di Fernando Arrabal per una riunione del Corpo dei Trascendenti Satrapi, la prima riunione dopo la Disoccultazione del Collegio. Tale corpo, costituito nel 1948, dopo la fondazione di quella entità giocosa, ironica, assurda, i rriverente, paradossale, cultrice del tutto e del niente, che è il Collegio di Patafisica. Questo corpo ne costituisce la più alta struttura scientifica e dignitaria. Trattasi della scienza delle soluzioni immaginarie che «abbiamo inventato perché ve ne era gran bisogno», afferma Alfred Jarry per bocca di Ubu. Al pari di Platone che parla spesso per bocca di Socrate, Jarry si serve, per esternare le proprie bizzarrie, di Ubu, re di Polonia e di Aragona, oppure del dottor Faustroll, nato in Circa ssia all' età di sessantatré anni. Faustroll è un prodotto di sintesi derivante da Faust e dai troll, quei maligni nanetti abitatori delle foreste baltiche. Secondo gli statuti del Collegio i Satrapi non sono tenuti ad alcuna attività o presenza. Non sono nemmeno tenuti alla inattività, se non nei termini di una loro partecipazione o meno. Quindi il loro corpo non svolge alcun ruolo, né negativo, né positivo, che vada oltre il gratuito, altissimo significato della Patafisica. In un mondo tutto d edito alla funzionalità e alla efficiency, dal corpo dei satrapi promana l' aura della non-funzione e della trascendenza, del tutto diversa da quella divina che la accompagna. Nella storia di questa istituzione incontriamo nel 1950 il nome di Raymond Queneau, che firma un testo quale «membro del Corpo dei Satrapi, membro della Società Matematica di Francia». Nel 1953 entrano a farne parte personaggi oggi celeberrimi, ma allora quasi sconosciuti, quali Marcel Duchamp, Max Ernst, Jaques Prévert, l a triade Groucho, Chico e Harpo Marx (un solo satrapato in tre), Boris Vian e il barone Jean Mollet che fu, secondo Alberto Savinio, lustrascarpe e segretario di Appollinaire. Per rendersi utile a Picasso, il quale allora (1906) cominciava ad ispirar si all' arte africana, Jean prelevò dal Louvre alcune statuette Tanagra. Fu subito arrestato e Picasso interrogato. Restituite le statuette e rimesso in libertà Jean continuò la sua carriera, raggiungendo i massimi onori nel Collegio di Patafisica. Q uanto a Picasso tutti sanno che le sue opere hanno già toccato i 90 miliardi. Entrambi vissero a lungo: Jean si spense nel ' 63 e Picasso nel ' 73. A un pranzo patafisico nel 1961 Sua Magnificenza il barone Mollet si alzò e disse: «Ora mandiamo una c artolina al mio amico Pablo». Altri satrapi vennero cooptati nel 1957 e poi nel 1963 per celebrare la fondazione dell' Istituto Milanese di Alti Studi Patafisici: Michel Leiris, René Clair, Joan Miró, Jean Dubuffet, il poeta futurista Farfa, Cornelis Escher e il famosissimo fotostato Man Ray. Durante il lungo letargo del collegio parigino, iniziatosi nel ' 73 e terminato solo il 20 aprile del 2000, numerose furono in Italia le manifestazioni patafisiche, tra cui una grande mostra tenutasi al Pal azzo Reale di Milano nel 1983. La componente patafisica italiana rivelò sempre una particolare vivacità, che non fu minimamente indebolita dalla occultazione del collegio parigino. L' Italia è il Paese delle soluzioni immaginarie, dell' improvvisazio ne, della versatilità e della lingua stessa della Patafisica, la quale tuttora si avvale ufficialmente del latino. In latino a Milano il 3 marzo 1964 Raymond Queneau pronunciò l' allocuzione inaugurale dell' istituto milanese, fondato l' anno prima. In latino stesi e pronunciai alcune encicliche fondamentali, quali «De Pataphysica foeminarum», «De rerum gajorum», la «Populorum progressio» e infine la «Rerum novarum» pronunciata in occasione della disoccultazione. Ma vi è di più: quale Paese più del nostro può assumere in modo assistenziale e esistenziale e rigenerare al proprio interno il dramma del paradossale mondo contemporaneo? Un mondo ove, stando al televideo e alle notizie di agenzie, vi sono milioni di schiavi, talvolta segregati ne lle villette della Brianza, o vicino a me, a Corgeno, miliardi di morti di fame, a reddito giornaliero di mezzo dollaro; e contemporaneamente vi sono milioni di persone capaci di spendere miliardi per un quadro composto di quattro tagli se non addiri ttura da una scatola di merda. Centotrentamila sono i compratori di Sotheby' s e di Christie' s che, riuniti in comitato, hanno denunciato le due case d' asta per truccaggio dei prezzi (vedi «Giornale dell' Arte» di aprile). Per risarcimento pare che i danneggiati riceveranno dei buoni per l' acquisto di altri quadri a prezzi miliardari. Un mondo dove l' ABS è un freno di automobile e la BSE è la vacca pazza. Dove troveremo mai un popolo ove la «coincidenza degli opposti», che è fondamentale per la Patafisica, si realizza così splendidamente da aver visto spesso in Parlamento fascisti e comunisti votare per le stesse cose, Bossi mettersi e dismettersi in sociale col Cavaliere, Maroni dire che non aveva letto quel che aveva firmato, e il nos tro Rutelli, ex verde, appoggiare Giochi Olimpici, motorizzazioni e turismo selvaggio da Giubileo? Anche il «clinamen», che è l' inclinazione naturale dell' italiano al più feroce consumismo modaiolo, trova la sua base scientifica nella Patafisica e nel patacessore Lucrezio. Jean Baudrillard, il filosofo del sistema degli oggetti, non ha forse a disposizione in Italia, patria del design contemporaneo, il più vasto territorio pieno di oggetti inutili, disegnati con gusto seducente? Tutte le top m odel del mondo, lunghe e magre come denutriti guerrieri Masai, non partecipano forse alle megasfilate che ormai occupano la Fiera Campionaria, la Galleria di Piazza Duomo, i Palatrussardi e forse domani anche il Vigorelli? Tutti in pista. Scendere in campo, bisogna. Abbiamo cercato di ridisegnare il senso della italianizzazione della Patafisica, italianizzazione che è stata celebrata ieri sera, 20 aprile, a Parigi in casa del nostro trascendente collega Arrabal. Infatti quell' occasione ha visto finalmente riunito il nuovo Corpo dei Satrapi, del quale fanno ora parte, oltre allo scrivente, all' oggettologo Jean Baudrillard e agli spagnoli Arrabal e Camilo José Cela, il nostro celeberrimo patasemiologo Umberto Eco, il famosissimo nobelaureat o Dario Fo, autore, mimo, agitatore politico, pittore e il divino poeta apocalittico Edoardo Sanguineti. Che volete di più? Mentre il Gruppo Bancatesa cerca di portare al due per cento la sua partecipazione alla telecomania, noi portiamo l' Italia ne l più alto corpo culturale nel mondo. Dopo tutto quale accademia può vantarsi di tali e tanti nomi. La Patafisica è l' ultimo pensiero disponibile. Ci aiuta a vivere e a sopravvivere. Con ironia. La inventiamo ogni giorno senza rendercene conto. NOTE XT Testo non disponibile